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05/04/2013 Sociale
La nanomedicina antitumorale spiegata da Ferrari

Mauro Ferrari nanomedicina antitumoraleApprezzato l’omaggio della BCC Manzano alla comunità friulana

Un regalo fatto alla comunità friulana, che ha avuto la possibilità di ascoltare dal vivo l’esperienza di un luminare nella lotta contro il cancro. Il professor Mauro Ferrari, friulano di nascita ma americano d’adozione, ha riempito l’ex chiesa di San Francesco, a Cividale del Friuli, intrattenendo il pubblico presente con la descrizione delle sue ricerche di nanomedicina e degli strumenti che la scienza mette a disposizione per sconfiggere le cellule tumorali.
La serata, intitolata “La lotta contro il cancro è una maratona…che poteremo a termine”, è stata promossa dalla Banca di Credito Cooperativo di Manzano, in collaborazione con lo Studio Balutto Associati.
L’incontro è stato aperto dal presidente della BCC Manzano, Silvano Zamò, il quale, oltre alle parole di stima per il professor Ferrari, ha posto l’accento sulla questione dei “cervelli in fuga” e sull’importanza di poter contare su finanziamenti certi per la ricerca da parte dello Stato. Un argomento controverso quest’ultimo, che è stato ripreso anche nei successivi interventi del rettore dell’Università di Udine, Cristiana Compagno, da Adriano Balutto, a capo dell’omonimo Studio che ha organizzato la serata, e da Stefano Balloch, sindaco della città ducale.
Ferrari ha utilizzato parole semplici e metafore efficaci per spiegare a tutti, esperti e non, il complesso processo della ricerca medica e i principi della nanomedicina. Ha tracciato i contorni della nascita della disciplina e dello sviluppo della nuova scienza dell’oncofisica del trasporto che, a suo avviso, rappresenta il punto di partenza per future cure anti-cancro, pur essendo «un termine considerato ancora “eretico” per gli stessi oncologi». «Spesso il tumore è come “impermeabile” ai farmaci, che perciò perdono di efficacia. – afferma il professore -. L’oncofisica del trasporto si occupa proprio di valutare come le normali difese del corpo fanno fronte anche alle terapie, bloccandone l’efficacia».
La ricerca di Mauro Ferrari si concentra perciò, sullo studio del rilascio di farmaci attraverso nanoparticelle iniettate per via endovascolare, in precise regioni del corpo, con particolare interesse al settore oncologico. Per conseguire questi risultati la parola d’ordine è stata e dovrà essere, secondo Ferrari, una sola, «multidisciplinarietà». «Solo in questa prospettiva – chiude il professore – sarà possibile studiare anche il metodo più efficace per personalizzare le terapie e sconfiggere il cancro».

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